LinkedIn: il nuovo "YouPorn" del Recruiting (senza il contenuto piccante)
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Benvenuti nella giungla del recruiting digitale, dove LinkedIn ha preso il posto della vecchia sala d’attesa e ha trasformato il networking in un lungo e noioso flirt professionale. Se pensate che parlare di lavoro su LinkedIn sia una questione seria, vi sbagliate.

Ormai, la piattaforma è diventata il YouPorn dell’HR, dove tutti si vendono come la versione “professionale” di se stessi, senza però avere mai veramente il coraggio di fare qualcosa di concreto.

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Il lato oscuro della Work-Life Balance

Iniziamo con una considerazione: i manager. Quelli che, nel bel mezzo della loro giornata, hanno deciso che era arrivato il momento di condividere una citazione motivazionale sulla work-life balance. “Ragazzi, l’importante è il nostro benessere, la famiglia, e l’equilibrio tra vita e lavoro! Non dimenticate mai di curarvi e di concedervi il giusto tempo per voi stessi”. Ah, sì, certo. Tutti quei manager che sono sempre connessi su LinkedIn mentre mandano mail a notte fonda per ottimizzare i margini di profitto dell’azienda, ma guai a non mettere la citazione preconfezionata sulla “cultura aziendale sana”.

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Annunci di lavoro? più come bio di Tinder

E parliamo ora degli annunci di lavoro. Ecco un’altra perla che ci regala LinkedIn: gli annunci di lavoro che sembrano più delle bio di Tinder che proposte professionali vere e proprie. “Cercasi il partner di lavoro perfetto! Devi essere proattivo, creativo, empatico e pronto a collaborare in un ambiente stimolante. Offriamo un pacchetto retributivo competitivo (ma non diciamo quanto, perché per te l’esperienza sarà la vera ricompensa)”. Ok, e come si dice su Tinder: “Piacere, cerco qualcuno che mi faccia sentire speciale, ma senza mai impegnarsi realmente.”

Se qualcuno riuscisse a scrivere un annuncio dicendo: “Ci serve X e siamo disposti a pagare Y”, sarebbe un vero scandalo! Dove sono finiti i giorni in cui si cercava un talento per una posizione precisa e si offriva una remunerazione chiara? No, oggi su LinkedIn l’obiettivo è essere cool e trendy, come un influencer che cerca il suo prossimo #sponsor.

Wokismo professionale (con un bel twist di ipocrisia)

Nel frattempo, l’ennesima ondata di wokismo professionale si riversa sulla timeline di LinkedIn, come se tutti stessero facendo un “gesto eroico” nel promuovere la diversità e l’inclusività sul posto di lavoro. Ma se ci si ferma un attimo a pensare… chi sta davvero lavorando su queste cose? La maggior parte di questi post sono un puro esercizio di autocelebrazione, dove il valore del lavoro di squadra si perde nel rumore delle parole. Sì, parlano di “grandi valori” ma nel frattempo, nella pratica, sono impegnati a copiare e incollare strategie da un guru americano che ha venduto il suo e-book per 197€. E senza nemmeno leggere il capitolo sulle “autentiche connessioni”.

“Strategist” in Serie TV

Parlando di guru e strategist, che dire dei nuovi messi di marketing? Oggi sembra che tutti siano diventati esperti di strategia, influencer, o growth hacker. Peccato che, a ben vedere, molte delle “strategie” sono semplici copia e incolla da qualche programma online. Avete presente quei “corsi da fuffaguru” che ti insegnano a vendere senza avere davvero nulla da vendere? Ecco, LinkedIn è la vetrina perfetta dove questi “strategist” si trasformano in fenomeni del marketing, mentre continuano a proporre contenuti preconfezionati, senza mai mettere veramente in pratica ciò che predicano.

Recruiting: onanismo professionale nei commenti

Se pensate che il paradosso finisse qui, vi sbagliate. La vera perla si trova nei commenti sotto i post. Parliamo di quel puro atto di onanismo professionale reciproco in cui tutti si congratulano a vicenda per l’ennesima frase da motivazionale, come se la vera misura del successo fosse il numero di like ricevuti, piuttosto che il valore che si porta sul lavoro. In questo mondo perfetto, tutti sono bravissimi e le critiche? Quelle, ovviamente, non esistono.

Network con i Bot

E non dimentichiamoci dei messaggi automatizzati. “Ciao, sono [Nome], mi piacerebbe connettermi con te! Penso che potremmo fare ottime cose insieme!” Poi, dopo un attimo, il messaggio si trasforma in una conversazione automatica che non ti fa nemmeno sentire come una persona. Sembra che stiano cercando il partner perfetto, ma solo perché è la tecnica del bot a fare tutto il lavoro.

Se volete davvero fare networking autentico, ricordate: non basta inviare una richiesta di connessione e aspettarsi che un miracolo accada. Un bel messaggio personalizzato e un vero scambio umano possono fare molto di più di un milione di bot.

Recruiting: il parco giochi del lavoro digitale

Alla fine, LinkedIn è un po’ come il parco giochi della carriera: ognuno si diverte a mostrare quanto è bravo a “giocare” e quanto sia figo nel suo mondo professionale. Ma alla fine della giornata, le connessioni vere e autentiche non si costruiscono con l’apparenza o con il copia-incolla della strategia da 197€. Se vuoi davvero emergere su LinkedIn, smetti di vendere il tuo “brand” come fosse una versione migliorata di te stesso e comincia a dimostrare chi sei veramente. Sì, magari senza il filtro del wokismo e senza il bisogno di farti bello con la citazione del giorno.

In poche parole: vivi LinkedIn per quello che è, non per quello che vuoi far sembrare che sia.

Recruiting: come distinguersi su LinkedIn (senza diventare un “guru” finto)

Ora che abbiamo svelato il lato oscuro di LinkedIn, passiamo alla parte più interessante: come distinguersi davvero in un mare di post preconfezionati e bot. Ecco alcuni consigli per emergere senza scadere nella “fuffa”:

  1. Sii autentico e trasparente: Nessuno ha voglia di leggere l’ennesimo post di chi si dipinge come il “leader perfetto” o il “professionista senza macchia”. Parla delle tue esperienze reali, non di quello che vorresti che gli altri pensassero di te. Se hai avuto un fallimento, condividilo. Mostra le tue imperfezioni e come hai imparato dai tuoi errori. La gente apprezza la genuinità.
  2. Racconta storie: Non limitarti a scrivere articoli che sembrano usciti dal manuale di “come diventare un CEO in 30 giorni”. Racconta delle storie concrete, delle sfide che hai affrontato e delle soluzioni che hai trovato. Le storie creano connessioni più forti rispetto ai noiosi post motivazionali.
  3. Engagement vero, non finto: Interagisci veramente con i tuoi contatti, non limitarti a mettere like. Leggi i post degli altri e commenta in modo pertinente. Fai domande e condividi il tuo punto di vista. Le conversazioni genuine costruiscono relazioni vere, e quelle sono molto più utili di qualsiasi connessione automatica.
  4. Condividi conoscenze utili: Se sei un esperto in qualcosa, invece di limitarti a dire quanto sei bravo, condividi ciò che sai. Offri strumenti, risorse, consigli pratici che possano davvero fare la differenza per qualcuno. Quando dai valore, guadagni la fiducia e il rispetto degli altri.
  5. Evita il copy-paste: La tentazione di copiare le “strategie” altrui è forte, ma non è quella la strada giusta. Impara, ma sviluppa un tuo approccio. Personalizza le tue soluzioni e i tuoi contenuti, metti il tuo stile e la tua voce in tutto quello che fai. Questo è ciò che ti farà risaltare.
  6. Network autentico: Non inviare richieste di connessione generiche. Fai in modo che ogni richiesta sia personalizzata e significativa. Inizia una conversazione che faccia capire perché vuoi connetterti e cosa puoi fare insieme. Un networking autentico crea alleanze più forti di qualsiasi quantità di connessioni superficiali.

Se riuscirai a fare tutto questo, LinkedIn smetterà di essere il parco giochi del marketing professionale e diventerà un vero strumento per costruire relazioni durature, anche se non hai una strategia da guru o una citazione epica da condividere ogni giorno.

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Redazione Plutone.net

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